Darth Otavinho

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Il maggiore quotidiano del Brasile fa causa
a un blog indipendente e inaugura un nuovo
tipo di censura

L’inedita querela viene omessa dai media brasiliani, che sono controllati da poche famiglie, e apre un precedente terribile per tutti i blogger del paese.

A esempio di quello che è successo durante l’elezione di Obama e in altre elezioni in Europa, nella recente corsa presidenziale brasiliana, che si è conclusa con l’elezione della candidata di Lula (Dilma Roussef), Internet ha avuto un peso senza precedenti nella campagna elettorale. L’attività di centinaia di blog è stata particolarmente importante perché, nella sua grande maggioranza, sostenevano la candidata di sinistra (Dilma). D’altra parte, praticamente tutti i media convenzionali (radio, TV, quotidiani e riviste) hanno difeso fortemente il candidato  dell’opposizione, José Serra, il quale ha formato una potente coalizione politico-mediatica-religiosa conservatrice- che ne è uscita sconfitta. L’importanza di Internet è diventata chiara nell’ultimo 24 di novembre, quando Lula è diventato il primo presidente brasiliano a concedere un’intervista esclusiva ai blogger. È stato un chiaro riconoscimento all’importanta e al contrappunto che loro hanno fatto ai media tradizionali.

In mezzo a questo scenario, è comparso un blog chiamato Falha de S.Paulo, una parodia al maggiore quotidiano brasiliano, il Folha de S.Paulo. In portoghese, “Folha” é una delle forme di riferirsi a un quotidiano, (proprio come “il Foglio” Ndt). E “Falha” significa errore. Era un blog ripieno di fotomontaggi, battute e critiche acide alle notizie pubblicate da Folha de S. Paulo. Erano critiche sempre scherzose, ma dure. Per avere un’idea, uno dei montaggi che hanno avuto più sucesso (e il più ironico) metteva la faccia del proprietario del quotidiano, Otavio Frias Filho, sopra il corpo di Darth Vader. E così: dopo un mese online il quotidiano ha chiesto per vie legali che il blog fosse censurato. Peggio: ce l’ha fatta. Ancora peggio: oltre riuscire a sequestrare l’indirizzo web, il Folha ha aperto un processo di 88 pagine contro gli autori del sito, chiedendo  l’indennizzo in denaro per danni morali.

Il quotidiano cita “l’uso indebito del marchio”, per via della somiglianza tra i nomi Folha e Falha e perché il logotipo del site era inspirato a quello del quotidiano. La parodia è stata creata da due fratelli (Lino e Mário Ito) che non hanno nessun legame con qualsivoglia partito politico o ente. Sono due persone indipendenti, il primo è giornalista, il secondo, designer. E adesso questi due fratelli hanno difficoltà tremende (e spendono molti soldi) per difendersi in tribunale da un’azione legale esagerata mossa dal maggiore quotidiano del Paese. E le previsioni degli avvocati e professori di diritto ascoltati dai fratelli è che Folha vincerà l’azione, più che altro perché è una grossa e potente compagnia e non per la questione in se.

Il motivo per il quale i fratelli Ito hanno deciso di portare la questione oltre confine è il seguente: in Brasile meno di 10 famiglie dominano i grossi mezzi di comunicazione. E una di queste famiglie è proprio la Frias, che si è irritata con la Falha de S.Paulo a causa degli scherzi, come quello di Darth Vader. Per corporativismo, nessun organo di informazione pubblica notizie relative ad un altro. È una specie di tradizione brasiliana. La censura di un blog, tanto più seguita da una richiesta di indenizzazione è un’azione legale inedita in Brasile. Per questio i fratelli Ito sono invitati in diversi eventi di comunicazione, partecipano a tavole rotonde, ecc. Stanno ricevendo molti gesti di solidarietà da blogger e attivisti per la libertà di espressione di tutto il paese, e personaggi pubblici come l’ex-ministro Gilberto Gil hanno pubblicato messaggi condanando la censura e il processo mosso da Folha di S. Paulo. Comunque giornali, radio e tv continuano ad ignorare completamente l’argomento.

La principale preoccupazione è che, se il giornale vincesse la causa (come sembrerebbe) un messagio chiaro verrà lanciato alle altre grandi corporazioni brasiliane, siano di comunicazioni o no: se qualcuno ti da fastidio su internet, inventati una scusa come questa de ”l’uso indebito del marchio”. La giustizia sequestrerà il sito e fornirà al querelante un’indennizzazione in denaro. Ossia, sta nascendo un nuovo tipo di censura nel nostro paese, proprio da chi vive della libertà di espressione. E non stiamo riuscendo a superare il muro di gomma dei media convenzionali dominati da queste poche famiglie. Per questo non ci resta che chiedere l’aiuto straniero.



Il nuovo sito dei fratelli Ito, www.desculpeanossafalha contiene tutti i dettagli della censura. I post sono in portoghese, ma troverete questo testo in inglese, francese, spagnolo o italiano.E potete scrivere in una qualsiasi di queste lingue a desculpeanossafalha@gmail.com.



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